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Gamification a scuola

Nel nostro istituto da diversi anni esiste un curricolo verticale di informatica anni e si sono diffuse anche attività  di coding a partire dalla scuola primaria.

In tutte le classi della secondaria da anni si realizzano esperienze che favoriscono l’acquisizione di competenze digitali e lo sviluppo del pensiero computazionale. Quest’anno però  alcune classi hanno avuto l’oppotunità di sperimentare, seppure in misura limitata, la gamification nella didattica. I videogiochi sono una grande passione dei preadolescenti che dedicano molte ore del loro tempo libero a questa attività,   abitualmente  considerata puro intrattenimento. Avere la padronanza di un gioco però richiede anche impegno e concentrazione; videogiocare, in un certo senso, significa’ lavorare sodo’ per raggiungere un obiettivo e per questo motivo dà soddisfazione. Conseguire un livello superiore, portare a termine il compito assegnato, sopravvivere ed arrivare alla fine del gioco gratificano e ci fanno sentire bravi. Inoltre i videogiochi possono creare un clima collaborativo e competitivo al tempo stesso. Il gioco, da sempre, è stato anche un approccio al mondo concreto ed alle relazioni interpersonali. Da piccoli tutti abbiamo cominciato ad apprendere attraverso la sperimentazione ed il gioco. Eppure ad un certo momento il gioco ha smesso di essere uno strumento anche pedagogico, e questo momento coincide con l’inizio della ‘carriera scolastica’.  Perché invece non mantenere la continuità e rendere l’apprendimento maggiormente interattivo, personalizzato? A partire da questo stimolo è stata fornita ai ragazzi l’opportunità di sviluppare percorsi sperimentali che richiedessero creatività, strategia, capacità di procedere per tentativi ed errori. In particolare un videogioco si è mostrato particolarmente adatto a conseguire anche obiettivi di carattere disciplinare relativi alla tecnologia: Minecraft.

Minecraft appartiene a quella categoria di giochi, chiamati sandbox, che permettono ai loro giocatori di creare interi mondi: i ragazzi possono costruire e arricchire i propri spazi virtuali di effetti particolari. Java è il linguaggio utilizzato per la programmazione degli oggetti ma è possibile fare ricorso anche a librerie per la costruzione e modifica di oggetti con cui creare gli ambienti.

Un gruppo di ragazzi di IIIC, Samuele Angelone, Andi Ejupi, Alessio Gerli, Sebastian Patcas, ha deciso di impegnarsi in una sfida davvero impegnativa: costruire virtualmente in 3D l’edificio della scuola Zucchi, gli interni e gli spazi esterni di pertinenza. Per realizzare questo progetto  il team ha utilizzato un server comune, dividendosi i compiti operativi e le zone da costruire ma integrando gli interventi, abituandosi al confronto e  alla revisione comune, a pianificare e programmare,  nel rispetto dell’apporto che ognuno poteva dare in termini di tempo e potenzialità individuali. Il tutto senza distinguere temporalmente il tempo d’azione tra scuola e casa, sviluppando l’attività per più di un quadrimestre contemporaneamente alle altre proposte didattiche. Il coinvolgimento e la motivazione dei ragazzi sono state veramente elevati e gli esiti davvero notevoli! Bravi!!!

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